LIBRI

Sabatino Scia ha iniziato la sua carriera di scrittore nel 1975, dedicandosi al genere della favola fin dai suoi primi lavori. L’incontro decisivo avviene a Firenze con Dacia Maraini, che lo invita a partecipare ai corsi di scrittura drammaturgica al Teatro Due di Roma.

Gli davo da scrivere dialoghi per il teatro ma lui ogni volta se ne veniva anche con una favola, in versi o in prosa, in forma narrata o dialogata, ma si trattava sempre di animali dalla testa umana, i gesti goffi e aggraziati, dediti alla difficile arte della contemplazione e dell’analisi del mondo intorno a loro”. Dacia Maraini

Nel 1996 seguono le prime pubblicazioni, tra cui ‘Favoleggiando’, quarantanove favole senza età, con prefazione di Dacia Maraini.

“..Non c’è dubbio che Sabatino Scia ha un talento narrativo innato…la sua è una capacità sorgiva che nasce prima di tutto dall’impostazione della voce, dalla capacità di comporre le parole, di dare loro un ritmo, una velocità …” (Dacia Maraini).

Favoleggiando Quarantanove favole senza età, (Tullio Pironti Editore 1996 )
Favoleggiando Quarantanove senza età
Tullio Pironti Editore -1996

Negli stessi anni, Scia unisce il suo impegno letterario al progetto “Una favola per protesta”, il cui obiettivo è promuovere la pace tra gli individui, denunciando tutte le forme di tirannia e i vizi dell’uomo che alimentano la corruzione delle società e la schiavitù delle classi deboli. Le opere si legano profondamente agli ideali della favola antica classica di Esopo e di Fedro, e si rinnovano in un nuovo linguaggio che elude ogni morale, lasciando al lettore ogni possibilità di giudizio.

LIBRI
unafavolaperprotesta.com Paguro Napoli -2003
LIBRI
La dittatura dura non dura Timisoara 1989
Paguro Napoli-2003

La decisione di Scia di rompere con la tradizione classica e moderna è un altro elemento che determina la rivoluzione di questo genere letterario. Questa innovazione stilistica si presenta con grande genuinità e naturalezza, poiché la favola, diventando vita, insegna automaticamente con la semplice comprensione di essa.

“In un epoca poco attenta e poco disposta agli usi metaforici della vita, la favola, genere metaforico per antonomasia, per sopravvivere ha bisogno di trasformarsi in vita concreta.” Sabatino Scia ha per primo compreso quest’esigenza della favola contemporanea, scegliendo questo genere artistico come proprio stemma per una “civile protesta alla società occidentale”. (Mario Luzi )

Sabatino Scia ha compreso per primo l’esigenza della favola contemporanea, scegliendo questo genere artistico come emblema per la sua ‘protesta civile verso la società occidentale”. Ha scritto a quattro mani con la scrittrice Maria Orsini Natale “Favole a due voci” e il romanzo “La favola del cavallo”, quest’ultimo tradotto e pubblicato anche in lingua francese dalla casa editrice Rocher.

LIBRI
favole a due voci
Sabatino Scia e Maria Orsini Natale
Graus Editore-2007
La Favola Dell Cavallo
LA FAVOLA DEL CAVALLO
Sabatino Scia e Maria Orsini Natale
Avagliano Editore-2007

Con Alda Merini sono nati i libri “Alda e Io“, “Favoleggiamo” e “L’altra faccia della luce” – Favole inquiete: dialogo tra Sabatino Scia e Alda Merini; la poetessa commenta con tono colloquiale e amichevole le favole dello scrittore, dando vita a un dialogo ricco e vivace su temi della vita, della morte e sui caratteri dell’umanità. Il libro “Alda e Io” è stato il vincitore del premio Elsa Morante Ragazzi nel 2007.

“Un compito arduo quello del favolista. Sabatino è un poeta che ha scritto la strada più difficile e meno responsabile..”(Alda Merini)

LIBRI
Alda-io
Sabatino Scia e Alda Merini
Graus Editore-2006
Favoleggiamo
Favoleggiamo
Sabatino Scia e Alda Merini
Ugo Mursia Editore-2010
Laltra faccia della luce
LALTRA FACCIA DELLA LUCE Favole-inquiete
Sabatino Scia e Alda Merini
Europa Edizioni-2018.

“Quando per “mondo” s’intende quel che noi di fatto siamo, allora la favola non è il racconto del mondo, il mondo raccontato, ma è il mondo stesso, ciò che appare, il “fenomeno”. Noi siamo il racconto, e non altro. Il racconto è tutto.” (Aldo Masullo)


“La favola, che insegna, non la fiaba, che fantastica, è il racconto dei racconti, lo cunto de li cunti, per eccellenza, per fare specifico riferimento al nostro Giambattista Basile; ne sono persuasi Sabatino Scia, frutto civilmente selvatico, della nostra più autentica e colta meridionalità, e Alda Merini, che ha potuto di persona ben conoscerla e apprezzarla, riservando agli uomini della nostra specie, secondo una pubblica confidenza sollecitata dallo scrivente, la lusinghiera definizione di “ultimi cavalieri d’amore e d’onore”. E cavaliere d’amore e d’onore è Sabatino, che nelle sue favole, ispirate ai grandi modelli di Esopo e Fedro, combatte i forti, o gli apparentemente forti, e difende i deboli, i diversi, coloro che vengono messi ingiustamente al bando da una società sempre più crudele e spietata, per non dire disperata, che sembra ormai avere smarrito ogni fede e valore in cui credere…” ( Francesco D’Episcopo)